Come ogni notte, il lento battito del cuore del motore della petroliera lo aveva
svegliato, e lui, Velasquez, stava li’ a guardare il soffitto della sua
cabina, quel soffitto che conosceva alla perfezione in cui vedeva lei, Nina,
la sua donna; e come ogni notte il suo corpo si librava leggero nell’aria
e prendeva il volo.
Ora si trovava sdraiato sull’erba del prato della sua casa e accanto a
lui c’era Nina che lo guardava teneramente e lo accarezzava.
La casa era su un pianoro sulla collina che sovrastava il piccolo villaggio
di pescatori, di fronte, l’oceano.
La casa era protetta da alti alberi che la riparavano dal forte vento che proveniva
dal mare, e loro , Velasquez e Nina, erano li’ sul prato accoccolati a
godersi il sole.
Si erano incontrati dieci anni prima alla festa del villaggio, si erano incontrati
per puro caso, sulla piazza del villaggio mentre Nina diceva alle amiche:
“ Non ho nessuno che mi porti alla festa questa sera “
Velasquez aveva sentito e si era avvicinato timidamente dicendo:
“ Posso accompagnarti io, se vuoi ? “
Nina si era girata verso di lui e con una sonora risata aveva detto:
“ Tu !! Con quel buffo calesse ? “
“ Si, aveva risposto Velasquez “
Ancora una sonora risata e poi Nina aveva detto:
“ Va’ bene, ti aspetto questa sera nella piazzetta vicino alla fontana
“
La sera Velasquez aveva attaccato il suo vecchio cavallo al calesse e si era
diretto verso la piazzetta vicino alla fontana.
Quando arrivo’ nella piazzetta non trovo nessuno e fu preso dallo sconforto.
Fermo’ il cavallo vicino ad un muro e si mise ad aspettare; intanto il
rumore della festa saliva dal porto fino a lui, in giro non c’era più’
nessuno, erano tutti alla festa del paese.
Si guardo’ intorno e vide solo alcuni gatti sdraiati su un muretto.
In quell’istante senti’ un fruscio dietro lui, si giro’ e
vide Nina, raggiante, avvolta nel nero scialle, lo stesso scialle che portano
tutte le donne Portoghesi nelle grandi occasioni.
Nina lo guardo’ negli occhi e disse :
“ Andiamo ? “
Velasquez la aiuto’ a salire sul calesse e insieme partirò verso
il luogo dove si teneva la festa.
Lungo il tragitto Nina parlava forte e rideva mentre Velasquez era intento a
guidare il vecchio cavallo.
Sbagliarono diverse volte la strada, si trovarono in un cortile di una vecchia
casa, poi di fronte ad un muro di una fabbrica di scatole di tonno, poi su un
molo abbandonato. Finalmente arrivarono alla festa.
Erano già’ tutti li’ intenti a ridere, abbracciarsi e a salutare
gli ultimi arrivati.
In quel frastuono indescrivibile Velasquez si trovava a disagio, l’unico
punto di riferimento erano gli occhi di Nina mentre rideva e scherzava con tutti.
Ora si ricordava di lei e di quando giocavano sulla piazzetta della fontana
insieme ad una frotta di bambini urlanti; poi erano cresciuti e le femmine si
erano allontanate dal gruppo. Da allora non l’aveva più’
incontrata.
Per tutta la sera Velasquez non aveva mai smesso di guardare Nina, più’
la guardava e più’ sentiva crescere dentro una sensazione di benessere.
La cena proseguiva fra risate e schiamazzi, con il solito rituale del capo del
villaggio che augurava a tutti prosperità’ e salute assicurando
che tutto andava benissimo.
Dopo gli ultimi abbracci Nina aveva detto a Velasquez:
“ Sono stanca, portami a casa “
Velasquez l’aveva seguita ed era uscito insieme a lei dal locale, dopo
alcuni passi l’aveva presa sotto braccio e lei aveva stretto forte il
suo braccio contro suo. Quella stretta aveva provocato in Velasquez una esplosione,
aveva sentito un calore salire dentro, un calore che non aveva mai provato prima.
Insieme camminarono in silenzio per raggiungere il calesse.
Le parole non servivano più, si stavano trasmettendo in silenzio le emozioni
che provavano in quel momento.
Arrivati al calesse Velasquez aiutò di nuovo Nina a salire e si diressero
verso casa.
In questo viaggio di ritorno nessuno dei due parlò, si guardarono solo
sorridendo. La meta, questa volta, fu raggiunta senza errori, arrivano nella
piazzetta della fontana in pochi minuti.
“ Bene, disse Nina, siamo arrivati “
Poi si girò verso lui e gli diede un tenero bacio sulla guancia.
Velasquez la guardò negli occhi e sorridendo gli disse:
“ Grazie “
Nina scese dal calesse e si diresse, avvolta nel suo scialle, verso la stradina
in fondo alla piazza mentre Velasquez la guarda estasiato.
Quando Nina scomparve Velasquez sentì una sensazione di calore interno,
la stessa sensazione che aveva provato quando lei gli aveva stretto forte il
braccio. Nina non se ne era andata, Nina era lì, dentro di lui.
Un dolce tepore che lo estasiava, una pace ed una tranquillità mai provate
prima. Da quel momento, quel tepore e quella pace non lo avrebbero mai più’
abbandonato, gli avrebbero fatto compagnia nei lunghi viaggi intorno al mondo,
lo avrebbero confortato nelle lunghe notti insonni a bordo della petroliera,
lo avrebbero fatto volare da lei ogni volta che avrebbe desiderato farlo.