LETTERA DI RITORNO

Ciao paloma dorada, purtroppo non sono dell’umore migliore, sento i giorni che mi sgusciano via come larve di mosca strette in pugno di pescatore.
e come un pescatore un po’ sfigato, mi vedo a infagottare i miei stracci, e seguendo la punta della canna, come la carota con l’asinello, mi accingo a fare ritorno.
la palafitta mi aspetta a valle.
più che una palafitta sembra una piattaforma petrolifera, ma questo non spaventa chi, solo alcuni anni prima, gettava le lenze nell’acque del Rio Bravo, cavalcando una botte di legno stabilizzata con camere d’aria d'un vecchio maggiolone.
intanto i coyotes (messicani con pochi scrupoli che si fanno pagare dai loro connazionali per aiutarli a valicare la frontiera u.s.a., nds.) svolgono il loro lavoro, lo chiamano lavoro, poveri tapini.
mentre il povero chicano fa il morto, lasciandosi portare dalla corrente.
la fa davvero bene la sua parte, senza inquinare, senza incastrarsi e marcire sotto il molo di una ricca villa fluviale.
scorre, lungo la corrente, finalmente libero, sta tornando a casa.
nessuno sa, e se nessuno lo ferma, potrebbe anche decidere di arrivare fino all’oceano, e lì farsi quella benedetta crociera che aveva tanto sognato. per approdare poi in qualche spiaggia caraibica, spaventando i ragazzini che giocavano proprio lì.
la gente si scandalizza davvero per niente.
da tanti anni i messicani viaggiano lungo questo fiume, e spesso fanno il loro triste ritorno in patria, ma la gente ancora inorridisce quando li incontra.
è nella natura dell’uomo l’abitudine, ci si abitua a qualunque cosa, anche a scoprire un cadavere impigliato nella mangrovia, mentre un bulbo oculare ancora attaccato da un fragile nervetto, fluttua con la corrente a un palmo di naso dallo sfortunato proprietario.
no, non mi spaventa.
il ritorno a casa.
però mi gela le gambe.
il cuore non accelera al pensiero del rientro.
forse non è un buon segno.

ma non sono poi così triste come voglio apparire, l’asfalto, il cemento, il traffico, gli inquinamenti, lo stress, la solitudine, la nebbia, il freddo, il danaro, la burocrazia, la falsità, non sono poi così male. non lo sono. poi così. male.